Dry Milano

New restaurant

MILAN
2017

In the heart of one of the neighborhoods of the new Milanese nightlife areas (Porta Venezia), the new DRYMilano is born with a "double soul": day and night. The project enhances the dual exposure of the location and the light of the thirteen windows open on the historic facade. The new DRY faces the famous Casa della Fontana (House of the Fountain) - one of the iconic buildings of Milan in the 1930s - bordering the gardens of via Palestro.

Designed by VUDAFIERI-SAVERINO Partners, DRY is an iconic example of how to reinterpret in a modern style the heritage of historic buildings. 

 

The interior strikes, first of all, by their peculiar atmosphere. The entrance is occupied by an impressive cocktail station where the mise en place is located, organized in three atolls and surrounded by common tables. The second room, however, is dedicated to the restaurant-pizzeria. The decor mixes the period style elements of the building (an old newspaper distribution company founded at the beginning of the twentieth century), with other more modern, for a much bolder and more contemporary layout.

The wooden floor contrasts with the historical walls, left in part rough. This contrast accentuates the look of modern loft made from a former industrial space. Brass, the iconic element of DryMilano, features most of the furnishing finishes such as large tables and lights. Second life chandeliers are built by screwing old bulb lamps, with recessed incandescent bulbs, or, still, twisting bright garden garlands around simple bars.

 

Extra Dry - the contemporary video installation program curated by Paola Clerico / Case Chiuse - contributes to reinforcing the urban ambience of the room and opens to the city through projections, on two of the showcases, which will also be visible to the outside .

 

 

Nel cuore di uno dei quartieri della nuova movida milanese, all’angolo tra viale Vittorio Veneto e via Manuzio, nasce il secondo DRYMilano con una “doppia anima” diurna e serale. 

Il progetto assolutamente innovativo, valorizza la duplice esposizione della location e la luce delle tredici vetrine che caratterizzano le facciate. Il nuovo DRY si affaccia sulla Casa della Fontana, uno dei più iconici edifici della Milano degli anni Trenta, sul giardino di via Palestro e, con un dehors, sui Bastioni. 

VUDAFIERI-SAVERINO Partners ha reinterpretato in chiave moderna lo stile dell’epoca a cui risale l’edificio che ospita il ristorante. Gli interni colpiscono, innanzitutto, per le loro dimensioni. La divisone degli spazi ricorda quella del locale gemello di via Solferino.

 

L’ingresso è occupato da un’imponente cocktail station dove è prevista la mise en place (novità assoluta a Milano), organizzata in tre atolli e circondata dai tavoli comuni. La seconda sala, invece, è dedicata al ristorante-pizzeria. Il decor mixa gli elementi d’epoca dello stile dell’edificio che lo ospita (un’antica azienda di distribuzione di giornali fondata all’inizio del Novecento), con altri più moderni, per un layout decisamente più audace e contemporaneo. Il pavimento in legno si contrappone ai muri storici, lasciati in parte grezzi. Questo contrasto ne accentua l’aspetto da moderno loft ricavato da un ex spazio industriale. L’ottone, l’elemento materico iconico di DryMilano,  caratterizza la maggior parte delle finiture d’arredo come i grandi tavoli e le luci. I lampadari second life sono costruiti avvitando vecchi portalampade, con lampadine ad incandescenza di recupero o, ancora, attorcigliando ghirlande luminose da giardino attorno semplici barre. I separé DryMilano a tutta altezza, ottenuti sovrapponendo tavoli e pensili da cucina, delimitano gli spazi aperti rendendoli più intimi

 

Extra Dry, il programma di video installazioni d’arte contemporanea curato da Paola Clerico/Case Chiuse, contribuisce a rafforzare l’atmosfera urban del locale e si apre alla città attraverso le proiezioni, su due delle vetrine, che saranno visibili anche all’esterno.

DESIGN TEAM
Tiziano Vudafieri, Claudio Saverino
Elisa Zhu, Carlotta Ferro

 

PHOTO
Nathalie Krag